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Lettera di Pasqua del Vescovo ai cristiani della diocesi

Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa di Dio di Ales-Terralba  pace e bene nel Signore Gesù!

Siamo ormai alle porte della Settimana Santa. Un’occasione straordinaria per preparare il cuore a meditare e rivivere con intensità la Passione del Signore. I giorni del Triduo pasquale rendono attuale la memoria del dono che Gesù ha fatto e continua a fare di sé stesso all’umanità e a ciascuno di noi. Nel suo deciso cammino verso il Calvario il Signore abbraccia, insieme alla croce, la difficile e dura obbedienza al Padre, accogliendo un progetto di salvezza che passa per l’offerta totale di sé e che solo alla fine risplenderà con la luce della Resurrezione. Egli invita ciascuno di noi a fare il cammino in sua compagnia. Conosce la nostra debolezza, le paure e le resistenze, i piccoli e grandi tradimenti. Ma nonostante tutto Egli ci vuole compagni di viaggio. Noi crediamo talvolta di essere fra quei cirenei che portano la Sua croce, ma è la Sua croce che porta ognuno di noi, ci sostiene, ci dà forza.

Carissimi cristiani e cristiane della nostra Chiesa diocesana, uomini e donne, bambini, giovani, adulti e anziani, mi rivolgo a ciascuno di voi per offrirvi il mio saluto e augurio. Nelle visite alle parrocchie durante quest’anno di ministero episcopale, ho conosciuto molti di voi. Ho guardato i vostri volti, talvolta segnati da fatiche, dolore e preoccupazione, ma anche da gioia e speranza. La situazione economica concreta in cui vivono molte delle famiglie della diocesi non rende talora facile il cammino di fede e la partecipazione attiva alla vita della Chiesa, portando le persone a ripiegarsi su sé stesse a causa dei problemi e delle inquietudini per la vita di ogni giorno. Conosciamo queste difficoltà e la Chiesa diocesana cerca di impegnarsi attraverso la Caritas per soccorrere e alleviare almeno le situazioni più difficili. Al contempo però ho percepito in tanti una fede profonda, ma anche, bisogna dirlo, una fede alle volte rituale e abitudinaria. La fede in Cristo non si può vivere solo sulla spinta di tradizioni o come un elemento sociale esteriore, pur importante. Siamo chiamati e siete chiamati a fare delle fede un elemento di scelta consapevole, che si matura continuamente nella relazione con Dio e con il prossimo e ha bisogno di essere resa visibile nella vita quotidiana. Siete chiamati ad approfondire la relazione tra voi e Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e tra voi e la comunità cristiani in cui siete inseriti. La Pasqua è un’occasione unica, favorevole, per ritrovarsi insieme come credenti e per vivere il momento centrale della nostra fede: la morte e Resurrezione di Gesù. Non si tratta di vivere le celebrazioni pasquali come un dovere, una tradizione staccata dall’adesione profonda, ma piuttosto come una scelta che ci definisce come credenti e come parte della comunità cristiana cattolica.

Carissimi fratelli e sorelle, non abbiate paura di vivere la nostra fede, di approfondirla, di raccontarla, di testimoniarla, anche di interrogarla. Non ci sia timore nell’affrontare i dubbi, per capirla e amarla meglio. La fede è certo dono di Dio, ma va anche coltivata, aiutata, stimolata. I sacerdoti delle vostre parrocchie, i diaconi, le religiose e i religiosi che vi accompagnano e vi aiutano, sono chiamati a questo ministero e fa parte della loro vocazione aiutare tutti a conoscere a amare sempre più il Signore. D’altra parte, anche voi siete chiamati ad aiutare presbiteri e i consacrati a vivere la loro vocazione con sempre maggiore fedeltà, nella qualità di una coerenza che aiuta tutti a costruire il popolo di Dio, la Chiesa.

Ora mi rivolgo a voi, carissimi sacerdoti e diaconi. Il Signore mi dà la grazia di vivere insieme a voi la Pasqua. Ci ritroveremo quest’anno per la prima volta a celebrare la Messa Crismale la mattina del giovedì Santo. Non si tratta di una celebrazione di routine, ma di una manifestazione visibile di unità della nostra Chiesa diocesana, convocata attorno al Signore che tutti ci chiama a seguirLo e in cui il vescovo manifesta il segno tangibile di comunione. Nei giorni della Pasqua si compirà il mio primo anno di ministero in mezzo a voi come vescovo. In questi mesi ho imparato ad apprezzarvi nell’impegno del vostro servizio nonostante le difficoltà ormai note, legate alla riduzione del numero di presbiteri attivi che tuttavia devono affrontare le esigenze del ministero e del servizio che spesso rimangono inalterate. Grazie del vostro esempio e della vostra collaborazione. Come già ho avuto occasione di dire, la situazione storica che viviamo nella Chiesa universale e nella nostra Chiesa diocesana impone una maggiore riflessione sull’identità di presbiteri, sul nostro stile di annuncio e ministero nella comunità cristiana, sul nostro rapporto con i laici e sulla nostra capacità di suscitare e animare la vocazione e i ministeri di ciascuno al servizio del Regno di Dio. Nei giorni del Triduo Pasquale il Signore ci riproporrà ancora una volta il suo stile di servizio, così efficacemente manifestato nella lavanda dei piedi. A ciascuno auguro di vivere il cuore dell’anno liturgico e la sorgente da cui scaturisce la nostra fede: la Passione e la Resurrezione del Signore Gesù, come un invito alla Speranza che sempre ci deve animare anche nei momenti difficili. Non seminiamo per noi stessi, non parliamo una nostra parola, non annunciamo una nostra salvezza, non diamo una nostra misericordia, ma tutto è invio dello Spirito e dono del Signore che ha promesso di stare con noi sino alla fine del mondo. Vi esorto dunque a ritornare all’essenziale della nostra vocazione, per rispondere alla fame e sete di Dio che i nostri contemporanei avvertono con urgenza. Siamo chiamati ed inviati a tutti con il Pane delle Parola e dell’Eucaristia.

Alle carissime Religiose e ai Religiosi della nostra Diocesi l’augurio di una Santa Pasqua del Signore segnata dalla Speranza. La vostra vicinanza al popolo di Dio, alle famiglie, ai bambini e giovani vi porta a conoscere tante situazioni difficili, di sofferenza e fatica. Il Signore, che nel saluto di Pasqua ha dato ai discepoli la Sua Pace, ne ricolmi i vostri cuori perché possiate trasmetterla a tutti coloro che incontrerete nel servizio quotidiano di cui tutti noi vi ringraziamo. La vita consacrata vive un momento non facile di ripensamento e ridefinizione della propria identità e proposta. Molte Congregazioni hanno già avviato questa riflessione, spesso dolorosa, perché comporta ridimensionamenti e chiusure di attività una volta fiorenti. La scarsità di vocazioni poi aumenta la consapevolezza di una epoca che si chiude. Il Signore ci invita a una lettura più attenta di queste realtà, per comprendere dove, con il Suo aiuto, dovete e dobbiamo andare. Pur in mezzo alle difficoltà Egli ci invita a non perdere la fiducia e la Speranza in Lui e ci ripete, come ai discepoli impauriti dalle onde minacciose, non temete!

Auguri a tutti. Auguri per una Pasqua che illumini gli angoli oscuri, talvolta presenti anche nella nostra vita di credenti. Auguri per una Pasqua di Speranza, che incoraggia il nostro cammino nonostante la fatica o il dubbio. Auguri anche per coloro che si sentono lontani, non toccati da questo annuncio, forse anche a causa di una nostra tiepida testimonianza.

Auguro a tutti che il Cristo della Pasqua, che dissipa il timore e dona la Pace, entri in ogni casa e ogni cuore.

+Roberto, vescovo

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