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Don Mario Meloni, Una chiamata al sacerdozio nata nella Comunità

Cinque impegni e due promesse. Sono quelle che don Mario Meloni ha espresso al Vescovo Roberto Carboni, nel dire il suo «Eccomi» per sempre a Dio nel sacerdozio ministeriale.

Lo scorso 23 ottobre, nella parrocchia di Santa Chiara a San Gavino Monreale, la comunità nella quale è cresciuto e dove ha maturato la vocazione, Mario è stato ordinato presbitero.

Una chiamata che lo stesso padre Roberto ha definito matura, sbocciata avanti negli anni, e per questo ancora più bella e significativa.

Il sorriso sul viso dei presenti dava l’idea della festa che la comunità e la Chiesa di Ales-Terralba stavano vivendo, una gioia che qualche settimana prima era appartenuta alla Chiesa sorella, quella di Oristano, con l’ordinazione di altri due giovani. Un mese di ottobre particolarmente prolifico dunque per le vocazioni nelle due Chiese sorelle.

La celebrazione si è svolta seguendo rigorosamente i criteri previsti per il contenimento della pandemia, grazie al prezioso servizio di numerosi volontari e volontarie della parrocchia.

Alla Messa erano presenti parecchi sacerdoti, compresi alcuni insegnanti della Facoltà Teologica, frequentata da don Mario, mentre la formazione è stata curata nel Seminario regionale.

L’animazione liturgica è stata assicurata dai giovani dell’unità Pastorale di San Gavino, mentre il servizio liturgico è stato curato dai seminaristi del Seminario regionale.

Al centro della Liturgia della Parola, il Vangelo di Marco e l’episodio del cieco Bartimeo, che lo stesso Vescovo ha ripreso nella sua omelia. «Anche noi stasera – ha ricordato padre Roberto – dobbiamo chiedere al Signore occhi nuovi per comprendere prima di tutto questo grande dono della vocazione presbiterale, per coglierne la bellezza ma anche la responsabilità». «Questo – ha detto rivolgendosi al novello sacerdote – devi chiedere Mario al Signore: avere occhi capaci di entrare in profondità».

Diversi i momenti intensi nel corso della celebrazione: l’invocazione dei Santi, con il novello sacerdote steso a terra, l’imposizione delle mani sul capo, la preghiera consacratoria, la vestizione degli abiti sacri, l’unzione con il Sacro Crisma alle mani, la consegna del Pane e del Vino e l’abbraccio di pace con tutti i presbiteri presenti. Momenti solenni accompagnati dal canto e della preghiera dalla comunità.

La celebrazione è poi proseguita fino ai riti conclusivi, prima dei quali il parroco, don Pierangelo Zedda, ha voluto ringraziare per il dono di grazia per un nuovo sacerdote giunto nella comunità e attraverso di essa. «Ti auguriamo – ha detto il parroco rivolgendosi al novello sacerdote – di lasciare sempre riecheggiare nella tua vita, come fosse la prima volta, la chiamata che Dio ti ha rivolto nella comunità e tramite la comunità». Un tema quello della chiamata presente fortemente anche nel testo del Vangelo e, come ha ricordato don Pierangelo, «un fatto non casuale».

Al termine della celebrazione un piccolo momento conviviale nella piazza della parrocchia, occasione per i presenti per salutare don Mario, visibilmente felice del momento vissuto insieme alla comunità. Don Mario ha poi presieduto per la prima volta la Santa Messa domenica 24 ottobre nella sua chiesa parrocchiale di Santa Chiara.

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